12 Marzo 2025

Febbraio 2025

Culti
e Tigri di Carta
Le notizie del mese di febbraio 2025.
#DITR
Le notizie del mese di febbraio 2025.

È inutile girarci intorno: il 2024 l’ha vinto la destra. Nell’anno con più elezioni della storia, i partiti di estrema destra sono quasi sempre saliti al potere, o quantomeno sono schizzati in alto nei sondaggi.


Ora, potremmo fare come i Media Mainstream (dominati da un’ideologia pseudo-progressista, piccolo borghese e neoliberale) e affermare questo è un chiaro momento di follia delle masse. Noi però non abbiamo voglia di giocare a questo gioco.


L’ascesa della destra populista e neofascista è un prodotto razionale di un capitalismo in crisi nera e di movimenti anticapitalisti incapaci di colmare il vuoto di potere lasciato dalla crisi.


Da quel 2016 - dopo la vittoria di Trump e della Brexit -


l’estrema destra ha raggiunto la sua forma matura, e si è sintetizzata in un culto. Trump, Meloni, Farage, Le Pen e compagnia sono l’equivalente dei cult leaders.


Questo nuovo polo politico sta cercando di accelerare l’attuale crisi economica e politica, in modo da fare tabula rasa degli ultimi diritti economici, civili e sociali conquistati col sangue della sinistra radicale.


In questo modo, gli ultimi rimasugli dello stato sociale saranno abbandonati alla mercé dei miliardari, un’oligarchia di insaziabili parassiti.


Sia l’1% che i neofascisti, però, sono solo tigri di carta: dietro la brutalità dei vari Trump e Musk si cela un sistema che sta crollando a pezzi, dilaniato dalle sue stesse contraddizioni.

Il sistema economico che ha dominato gli ultimi 300 anni è ormai uno zombie tenuto in vita artificialmente da debiti, guerre, continue violazioni delle libertà di movimento, politiche di austerity e iper-sfruttamento della forza-lavoro e delle risorse planetarie.


Questo terreno franoso è in realtà perfetto per sviluppare possibili alternative economiche, politiche, sociali e culturali.


Il fatto che ci siano le condizioni oggettive di un’alternativa però non significa che questa sia inevitabile. Sta alle attiviste, alle militanti, alle intellettuali radicali e a chi rappresenta il 99% nelle istituzioni il compito di gettare i semi dell’alternativa futura nell’ambiente ostile odierno.


Questo inizio di 2025 ci ha mostrato che le persone - o le masse, qualsiasi sia il termine che vogliamo usare - pretendono un cambiamento: mancano solo da organizzare i mezzi concreti per direzionare la rabbia collettiva contro il nostro vero nemico comune.



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